Le politiche ambientali 2

0
1073

In Europa le politiche ambientali sono sostenute da una base legislativa nota come Rete Natura 2000. (consultabile al sito europeo: http://ec.europa.eu/environment/nature/index_en.htm).

Attualmente è lo strumento principale che l’UE adotta per tutelare la biodiversità perché mira a identificare tutta una serie di aree rurali ed ecosistemi che rappresentino un modello di protezione e conservazione. Sia a livello tecnico che legislativo si compone di due importanti Direttive:

Direttiva Habitat (92/43/CEE)

  Direttiva Uccelli (2009/147/CE)

Il piano Rete Natura 2000, per effetto della Direttiva Habitat, si caratterizza in zone protette denominate SIC ( Siti di Interesse Comunitario) individuate da ogni Stato membro all’interno dei propri confini. Alla stesura di questo testo, in Italia, sono presenti 2332 SIC (dati Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare).

A loro volta, i siti protetti, sono distinti in due parti: le ZSC (Zone Speciali di Conservazione) e le ZPS (Zone di Protezione Speciale) per effetto della Direttiva Uccelli. Le ZSC dovranno ospitare habitat e specie annesse di flora e fauna elencati della Direttiva. Alcuni di questi habitat vengono considerati con priorità di conservazione a livello europeo e come tali contrassegnati.

Le ZPS individuate dalla Direttiva Uccelli vengono sempre designate dagli Stati membri e automaticamente inserite nel complesso di Rete Natura 2000 e prendono in considerazione la conservazione degli uccelli. I criteri di valutazione per la scelta dei siti sia ZSC che ZPS e della tutela degli habitat con annessi flora e fauna, sono puramente scientifici con la pubblicazione di un Formulario Standard i cui dati riguarderanno tutti i siti europei completi di cartografia e pubblicamente consultabile. Nel nostro Paese fa riferimento il Manuale di interpretazione degli habitat.

In Italia oltre il 20% del territorio è tutelato dalle aree Rete Natura 2000, divise, da un punto di vista biogeografico, in tre zone: alpina, continentale e mediterranea. In queste zone è permesso l’accesso all’uomo compatibilmente alle esigenze economiche, contrariamente alle riserve protette, nelle quali non sono consentite attività economiche con accesso spesso limitato.

Articolo precedenteLe politiche ambientali 1
Articolo successivoSustainable Development…Sviluppo Sostenibile (1°puntata)
Salve a tutti! Mi chiamo Alessandro. La decisione di creare questo blog è nata da un'idea di mio cognato: mettere in rete i miei appunti universitari sulle tematiche ambientali e non, sotto forma di sito web personale. Con la passione per la divulgazione scientifica, ho deciso di scendere in campo affrontando questo percorso per un'informazione scientifica quanto più attendibile, lontano da quelle "verità assolute" che spesso vengono prese come baluardo inoppugnabile della Scienza. Gli argomenti sono a disposizione di tutti, soprattutto per un pubblico profano, che ha poca dimestichezza con temi di carattere scientifico, ma anche, (perché no), per chi è esperto e vuole leggere con piacere ciò che già sa. Il compito precipuo è la correttezza dell'informazione, primo perché è fondamentale per comprendere un argomento, secondo perché sto assistendo alla nascita di "ceppi virulenti" contro la Scienza che altro non fanno che creare confusione al vasto pubblico. Sperando che gli argomenti siano di vostro gradimento, auguro a voi tutte/i, buona lettura.