L’inquinamento spiegato ai ragazzi

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Quando si pronuncia la parola inquinamento, associamo questa ad un altro concetto, quello di Ambiente. Inquinamento deriva dal latino “inquinamentum” che significa sporcizia. Quando nell’ambiente si versano sostanze che possono alterarne le caratteristiche vuol dire che questo stesso ambiente è contaminato. Disperdendo cioè nell’aria, nel terreno o nelle acque sostanze che cambiano le caratteristiche naturali, può avere effetti negativi. Oggi possiamo ritenere il fenomeno dell’inquinamento tra le problematiche più preoccupanti per l’umanità, perché possono colpire sia l’uomo singolo, ma anche intere popolazioni, incidendo sulla salute delle persone e sugli ecosistemi circostanti.

Le contaminazioni possono avvenire attraverso due strade: una in maniera naturale e una per opera dell’uomo. L’inquinamento di origine antropica lo suddividiamo in tre tipi: idrico, atmosferico, del suolo.

Guardando dallo spazio, il nostro pianeta ci apparirebbe come una enorme sfera azzurra, perché contiene una grande quantità di acqua, circa il 70%. La stragrande maggioranza (il 70%) è acqua salata, la rimanenza (3%) proviene da laghi, fiumi, torrenti, rigagnoli, ecc ed è acqua dolce. Ciò che serve a noi, per bere, per l’agricoltura, l’industria, è la cosiddetta acqua potabile, è presente soprattutto sottoterra e ne abbiamo a disposizione appena l’1%! Con quest’acqua, nell’ambiente domestico cioè in casa, vi dissetate,si lavano i piatti,si  fa il bucato in lavatrice, si lavano i pavimenti, si fa la doccia, lavate cane o gatto, l’auto, ecc.

Se noi inquinassimo questo tipo di acqua, le sue proprietà non sarebbero più le stesse e non potremmo fare più quelle funzioni che sono state elencate.

FONTI DI CONTAMINAZIONE IDRICA. Prendiamo in considerazione tre aspetti in cui si possono concentrare le azioni per contaminare l’ambiente e cioè l’ambito: URBANO, INDUSTRIALE, AGRICOLO.

Per compiere le proprie attività l’uomo, non solo utilizza una quantità incredibilmente grande di acqua, ma ne viene sprecata altrettanta. Il 70% dell’acqua potabile viene usata in agricoltura e per allevare il bestiame. Per produrre 1 kg di grano ci vogliono da 500 kg fino a 1000 kg di acqua. Per produrre 1kg di manzo occorrono oltre 15.000 litri di acqua e 7 kg di foraggi. Un ambiente che bisogna prendere in considerazione per quel che riguarda l’inquinamento dell’acqua, è sicuramente quello urbano, cioè le città, in quanto qui le popolazione umane possono raggiungere elevate densità, cioè alte concentrazioni di persone in una spazio relativamente ristretto.

Tante persone significa tante case, tanti uffici, tanti negozi, quindi concentrazioni di edifici dove vi saranno alloggi di privati, appunto uffici e negozi. Ciò significa migliaia di rubinetti che si apriranno e si chiuderanno ogni giorno con il semplice lavarsi le mani, fino alla doccia, centinaia e centinaia di lavatrici che scaricheranno acqua inquinata, centinaia e centinaia di sanitari, ecc. Tutto caratterizza le cosiddette acque reflue, che suddivideremo in domestiche e industriali.

Ora, gran parte di queste acque che finiranno nelle fogne cittadine, andranno trattate per poter finire poi nei corsi d’acqua dei fiumi, nei lagni, nei mari o negli oceani. Una parte di queste acque, con le moderne tecnologie, possono essere rese di nuovo potabili, ma con trattamenti lunghi e soprattutto costosi. Non solo. Possono sorgere una serie di problemi legati al trattamento. Uno di questi è legato alla popolazione. Se questa aumenta, sorge il problema che ci sarà, non solo più consumo, ma anche più acqua da trattare. Secondo aspetto è dovuto ai cosiddetti tensioattivi sintetici, che da una parte hanno facilitato il lavoro di mamma e papà, ma ahimè, hanno enormemente inquinato i corsi d’acqua. Il terzo aspetto sono gli scarichi industriali perché scaricano i residui delle lavorazioni negli impianti fognari spesso senza trattamenti o in modo insufficiente.

INDUSTRIALE. Il fenomeno dell’eutrofizzazione: noi sappiamo che nelle acque vengo riversate un’enorme quantità di sostanze, che provengono dalle città, dall’industria, dall’agricoltura. Immettere, in maniera eccessiva, esagerata, tutta una serie di sostanze nelle acque dei laghi, dei fiumi, dei mari, con il tempo, si alterano le caratteristiche delle acque stesse e si degrada l’ecosistema acquatico, che sia fluviale, lacustre o marino.

Versando sostanze nutrienti come i detersivi (che contengono azoto e fosforo, elementi importanti per le piante), con il tempo cominciano a crescere a dismisura organismi vegetali come le alghe. E questo comporta una serie di seri problemi. Primo, se la crescita delle alghe è superiore alla velocità di consumo degli organismi che si nutrono di alghe, queste ultime non possono essere tenute sotto controllo e questo porta ad un maggior sviluppo dei batteri, che aumenteranno il consumo di ossigeno. Più ossigeno consumato da parte dei batteri vuol dire meno ossigeno a disposizione per gli organismi acquatici che, a lungo andare, moriranno per asfissia. Secondo, con la morte di questa grande quantità di alghe, anche qui si riduce l’ossigeno perché con la decomposizione verranno prodotte grandi quantità di sostanze come ammonica, il metano e l’acido solfidrico. I batteri avendo poco ossigeno verranno sostituiti da altri batteri (anaerobi) che produrranno sostanze maleodoranti e tossiche per gli organismi.

Quindi per fare un sunto: aumento di nutrienti vuol dire aumento di alghe. Morendo e depositandosi sul fondo riducono le concentrazioni di ossigeno con produzione di sostanze tossiche e maleodoranti. Sofferenza dei pesci e di altri organismi.

CONTAMINAZIONE DEL SUOLO, i pesticidi. Non possiamo tralasciare con le lavorazioni agricole, la contaminazione del suolo e specie dalle nostre parti, il discorso sui pesticidi. Uno dei più inquietanti casi di inquinamento da pesticidi fu quello legato alla produzione del cosiddetto DDT.

Innanzitutto i pesticidi sono sostanze in grado di uccidere organismi indesiderati ed è soprattutto nelle lavorazioni agricole che vengono impiegati, come fu per il terribile DDT (diclorodifeniltricloroetano). Verso il termine della Seconda Guerra mondiale, gli Alleati a Napoli si erano imbattuti in una forte epidemia di tifo dovuta ai pidocchi. Occorreva dunque un prodotto poco costoso, efficace, in grandi quantità e innocuo. E il DDT faceva a caso nostro. Terminato il conflitto si cominciò a usarlo sulla zanzara anofele, l’insetto che trasmette la malaria e anche in agricoltura, con grandi risultati.

Però gli studiosi pensavano questo: “Che effetti potrebbe avere a lunga scadenza visto che non ne conosciamo a breve termine?” Infatti il continuo uso di questa sostanza cominciò a manifestare effetti indesiderati. Non solo il DDT uccideva le zanzare o le mosche, ma anche le blatte o le vespe, cibo per le rane, a loro volta cibo per gatti che morivano. Questo portò ad una esplosione di ratti e di nuovo pidocchi e ancora tifo.

Un altro caso di utilizzo del DDT fu quello legato ad una pianta, l’olmo bianco. un albero che ancora abbellisce le strade ed i cortili di molte città americane. La pianta all’epoca, venne colpita da una malattia causata da un fungo, che a sua volta la trasmise ad un insetto, un coleottero.
Nel 1947 cominciarono le disinfestazioni con DDT per colpire i coleotteri della corteccia che trasmettevano la micosi dalle piante malate a quelle sane. Ma ne fecero le spese anche i pettirossi, che morivano. Infatti l’insetticida finiva fino alle radici, si infiltrava nel terreno, cibo per lombrichi che, avvelenati erano cibo per i pettirossi. La contaminazione globale da DDT fu poi associata al declino della popolazione di alcune specie di uccelli predatori, fra cui il falco pellegrino. La causa principale fu imputata all’assottigliamento dei gusci delle uova, verificatosi a partire dal 1947.

CONTAMINAZIONE ATMOSFERICA: le cause della contaminazione atmosferica sono da ricercare in tre parti:

Emissioni industriali

Emissioni del riscaldamento domestico

Emissioni da traffico veicolare

Nonostante negli ultimi 30-40 anni il livello di qualità di molte città europee sia migliorato, non può dirsi certo risolto. Se da una parte, con l’aiuto delle normative, le tecnologie che hanno permesso miglioramenti negli impianti di scarico industriale, sono migliorate le condizioni lavorative dei lavoratori, i combustibili hanno subito miglioramenti, dall’altra parte il cosiddetto traffico veicolare è aumentato di parecchio, tant’è vero che, dal 1990 al 2010 la circolazione dei veicoli ha subito un incremento del 20% in Europa. In Italia, dagli inizi del 2000 al 2010 il traffico è aumentato del 25%. Questa cifra è superiore alla media europea in quanto sono state adottate, per esigenze di mercato, i cosiddetti incentivi. Mentre i camion sono diminuiti del 15%, i motorini di piccola cilindrata hanno avuto un’impennata del 107% e le vetture del 17%. L’Italia è uno dei Paesi con il più alto tasso di motorizzazione al mondo. E’ il secondo Paese in Europa, dopo il Lussemburgo, come numero di auto per persona (591 ogni 1000 abitanti).

Una delle conseguenze dell’impatto legato a emissioni industriali, da riscaldamento domestico e traffico veicolare sono le cosiddette piogge acide. Le sostanze emesse dalle macchine, dalle industrie e del riscaldamento domestico, sono in grado di cambiare le caratteristiche dell’aria. Infatti salendo verso l’alto nel cielo, vanno a mescolarsi con le nuvole. Siccome queste sono fatte di vapore acqueo cioè acqua sotto forma di vapore, con il trascorrere del tempo, quando pioverà, la pioggia precipiterà inquinata, quindi alterata, cioè le cosiddette piogge acide. Queste sono molto pericolose per la salute degli ecosistemi animali e vegetali, terrestri e soprattutto acquatici, quindi mari, laghi, fiumi, ecc. Non solo, anche per noi esseri umani. Gli effetti delle piogge acide inoltre si possono vedere sui monumenti delle città e sulle abitazioni.

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Salve a tutti! Mi chiamo Alessandro. La decisione di creare questo blog è nata da un'idea di mio cognato: mettere in rete i miei appunti universitari sulle tematiche ambientali e non, sotto forma di sito web personale. Con la passione per la divulgazione scientifica, ho deciso di scendere in campo affrontando questo percorso per un'informazione scientifica quanto più attendibile, lontano da quelle "verità assolute" che spesso vengono prese come baluardo inoppugnabile della Scienza. Gli argomenti sono a disposizione di tutti, soprattutto per un pubblico profano, che ha poca dimestichezza con temi di carattere scientifico, ma anche, (perché no), per chi è esperto e vuole leggere con piacere ciò che già sa. Il compito precipuo è la correttezza dell'informazione, primo perché è fondamentale per comprendere un argomento, secondo perché sto assistendo alla nascita di "ceppi virulenti" contro la Scienza che altro non fanno che creare confusione al vasto pubblico. Sperando che gli argomenti siano di vostro gradimento, auguro a voi tutte/i, buona lettura.