I fenomeni vulcanici (4°puntata)

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Da un punto di vista fisico un vulcano è una sorta di “macchina termica” più o meno efficiente. Da un punto di vista geologico sono delle aperture sulla crosta terrestre dalle cui profondità può risalire magma e fuoriuscire lava. La zona di formazione del magma viene detta sorgente. Il flusso magmatico, nella risalita, può fuoriuscire direttamente in superficie, ma più spesso si raccoglie in ampi bacini di contenimento.

Dall’esterno l’aspetto più evidente è sicuramente la fattezza di un vulcano, cioè quello che chiameremo edificio vulcanico. Questo si formerà a mano a mano che la lava si depositerà ai fianchi del vulcano. Se le eruzioni saranno sporadiche l’erosione sarà più veloce dell’accumulo di materiale. Alla sommità di questo ci sarà un’apertura che varia sia nel diametro sia nel numero che prende il nome di cratere centrale. Se vi sono altri crateri dai quali può trasbordare altro materiale, verranno detti crateri avventizi. Da qui uscirà il magma che diventerà lava. Dalle profondità il magma passerà attraverso una via detta condotto o camino vulcanico. Il magma  tenderà ad accumularsi in un bacino di contenimento detto camera o bacino magmatico, la cui profondità può variare dai 2-3 ai 10 km. L’origine di un vulcano è legata ad una prima eruzione, la lava che continua a riversarsi all’esterno, si accumula intorno la bocca del vulcano e si raffredda diventano roccia. Alla prossima eruzione la nuova lava andrà a coprire quella vecchia e così via. Eruzione dopo eruzione comincerà a formarsi la tipica struttura montagnosa.

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Di tutto il lavoro che viene svolto a centinaia di km sotto di noi, i vulcani ce ne fanno conoscere solo una minima frazione e quel poco che vediamo, quando assistiamo ad una eruzione vulcanica, ci fa capire quanto possano essere immense le forze che governano il nostro pianeta, il motore che lo mantiene attivo, il suo calore interno.

La classificazione dei vulcani passa anche attraverso la forma, cioè osservando il cosiddetto edificio vulcanico e questo dipenderà dalla qualità del magma, cioè dalla sua composizione chimica, (a seconda della percentuale di silice una lava sarà più fluida o più viscosa), la sua temperatura, (più calda = più scorrevole), la densità, (più densa = meno calda) la viscosità (più viscosa = meno fluida). In base al fatto che il magma sarà tendenzialmente viscoso o piuttosto fluido, influenzerà il modo in cui la lava andrà a depositarsi ai fianchi del vulcano.

Distinguiamo due grandi gruppi:

VULCANI-STRATO

VULCANI A SCUDO

Gli strato-vulcani sono i classici vulcani che conosciamo un po’ tutti. Hanno la classica forma a cono, sono molto meno dilatati alla base rispetto quelli a scudo, sono ben più ripidi e possono alternare periodi di emissioni fluide con emissioni esplosive. Proprio per questo sono ritenuti particolarmente pericolosi.

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Vulcano a strato: Monte Fuji (Giappone)

 

Se noi immaginassimo di affettare uno strato-vulcano noteremmo un’alternanza di materiali non omogenei, segno che l’attività degli strato-vulcani non è sempre la stessa: colate laviche tendenzialmente fluide, con materiali piroclastici, le cosiddette piroclastiti (bombe vulcaniche, cenere, lapilli, pomici, nonché nubi ardenti) che si generano dalle eruzioni di tipo esplosivo. L’alternanza dei due tipi di eruzioni (fluide-viscose) favorisce, con il raffreddamento, l’occlusione del condotto principale dovuto al materiale viscoso. Questo potrebbe portare, in una eventuale futura eruzione, un aumento della pressione del magma e dei gas sottostanti sul condotto ostruito, favorendo un’eruzione di tipo esplosivo, con distruzione della parte sommitale del vulcano.

I vulcani a scudo, al contrario di quelli a strato, presentano fianchi molto meno pendenti e con un magma di risalita molto più fluido. (quindi meno viscoso). La lava che trabocca sarà estremamente calda, in grado di scorrere per km al punto da creare impressionanti fiumi di lava e creare spettacolari fontane di lava alte anche 100 m. Gli episodi esplosivi si verificano assai raramente. Essendo a scudo, questa categoria ha una base molto allargata e costituiscono i vulcani più grandi del mondo. Per esempio, il Mauna Loa (isole Hawaii-U.S.A.) si alza per oltre 4 km al di sopra del livello del mare, mentre la parte sottostante, la sua base, è immersa per oltre 5 km sul fondale del Pacifico. Dunque la sua altezza risulta di oltre 9 km e un diametro alla base di circa 250 km.

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Mauna Loa (isole Hawaii-U.S.A.)
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