I fenomeni vulcanici (1°puntata)

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Di fenomeni spettacolari in natura ve ne sono in grandi quantità, ma tra quelli che, a mio avviso, creano più suggestione per l’impatto visivo, per la genesi, pur meno devastanti di un sisma, possono avere conseguenze drammatiche per la popolazione, vi sono i fenomeni vulcanici. Questi eventi possono suscitare un grande fascino, che può essere visivo per l’imponenza con il quale si manifesta, ma anche scientifico perché, da ben 4,6 miliardi di anni, il nostro pianeta svela la propria irrequietezza, attraverso queste dinamiche, dimostrando quanto ancora sia ancora attivo.

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Esempio di eruzione vulcanica

Nelle viscere del nostro pianeta vi sono energie di immani proporzioni, immensi flussi di calore che, dalle profondità, cercano di raggiungere la superficie con la risalita di materiale. Questa attività la si riscontra negli oltre 500 vulcani ancora attivi, fra quelli posti in superficie e quelli che troviamo nelle profondità marine che emettono lava e che hanno determinato una sorta di “colonna vertebrale geologica” lunga oltre 60.000 km e fa il giro del globo; le cosiddette dorsali oceaniche.

La dorsale oceanica in Islanda emergendo, spinge a est e ovest l'isola

Descrivere i fenomeni vulcanici è cosa tutt’altro che semplice. Quando si possono verificare le eruzioni? Quando nella camera vulcanica il magma ha sufficiente pressione per vincere la resistenza meccanica delle rocce circostanti, arrivando a traboccare in superficie.

Queste imponenti manifestazioni geologiche non sono una prerogativa tutta terrestre. Le splendide immagini di vulcani elaborate dai satelliti hanno permesso di vedere colossi come il possente Mons Olimpus sul pianeta Marte, un vulcano alto tre volte l’Everest (oltre 27.000 m) e largo circa 540 km! Sul satellite più interno di Giove, Io, (poi Europa e Ganimede) è tutt’ora presente una intensa attività vulcanica.

Per avere una visuale più completa, prendiamo in considerazione la struttura del nostro globo. A partire dalla superficie, il nostro pianeta è formato da una sorta di involucro, detto crosta,  il cui spessore può variare da pochi km (come nella crosta oceanica) fino a diverse decine di km (come nella crosta continentale compresi i rilievi). Sotto la crosta troviamo il mantello ciò che occupa maggior volume, circa 82%. Con l’aumentare della profondità la densità delle rocce aumenta. Seguono due tipi di nuclei: nucleo esterno e nucleo interno. Il nucleo esterno è ritenuto liquido mentre quello più interno è solido.

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I materiali che risalgono dalle profondità sono materiali rocciosi allo stato fuso, mescolati a gas e vapori, il tutto ad elevate temperature. Una volta giunti in superficie, questi cominciano velocemente a raffreddarsi e a solidificarsi, mentre gas, vapori e altro vengono dispersi nell’atmosfera.

Quando si parla di magma e quando di lava? Per i non esperti, possono sembrare sinonimo concetti quali magma e lava quasi come fossero la stessa cosa, ma non è così. Chiameremo magma quelle masse fuse che sono all’interno della crosta terrestre e che si formano in particolari condizioni chimiche e fisiche. Quando il materiale fuso trabocca in superficie, perde la maggior parte dei gas e dei vapori in atmosfera e si avrà la cosiddetta lava. La lava può avere temperature che vanno da 900° a 1200°C. Misurazioni compiute nel vulcano hawaiiano Kilauea hanno permesso di capire come in superficie le temperature fossero di circa 1000°C, nello strato sottostante 800° e a 13 metri oltre 1100°C. Il fatto che in superficie la lava fosse più calda era dovuta alla continua combustione dei gas emessi.

Le masse magmatiche in movimento verso la superficie, non sempre riescono a fuoriuscire, cioè non sempre traboccano fuori e possono solidificare in profondità formando enormi corpi che, raffreddandosi nell’arco anche di milioni di anni, costituiranno i cosiddetti plutoni, praticamente dei vulcani mancati. Quando le masse risalgono lentamente fino a ristagnare con temperature e pressioni elevate, si formano le cosiddette rocce magmatiche intrusive.  Se queste riuscissero a giungere in superficie velocemente e con temperature più basse, si avrebbero le rocce magmatiche effusive. Mentre la maggior parte dei plutoni ha composizione granitica, la maggior parte delle lave ha natura basaltica.

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